Pagine

10 nov 2010

E quindi uscimmo...

Il fenomeno Cinque Stelle ritorna periodicamente a farsi sentire.

Dopo il discreto successo delle ultime elezioni, i grillini si sentono in grado di conquistare il mondo con la loro retorica politica basata sulle battute affilate del comico genovese. "Sono morti" e altre dolci prelibatezze sono il pane quotidiano della dialettica cinque stelle, per nulla conciliante.

Considero il ricorso alla volgarità come l'ultima via possibile quando non si hanno più, o non si hanno mai avuti, colpi in canna, e quindi il messaggio "distruttivo", "rivoluzionario", "innovativo" dei grillini mi suona come l'ennesimo colpo di spettacolo a cui la politica italiana degli ultimi vent'anni ci ha tragicamente abituati.

Pensare di andare in politica SOLAMENTE con le belle e buone idee è francamente fantapolitica oppure una bellissima utopia, perché sappiamo benissimo le cose che contano veramente nella cosiddetta stanza dei bottoni: denaro e potere.

Inoltre, basare il proprio consenso su internet mi pare una cavolata immensa, almeno per due motivi: la mancanza di autorità (tutti possono parlare di tutto anche se non ne hanno le capacità) e il binomio promessa di libertà(assoluta)/controllo totale, ben rappresentato dal "libro delle facce".

Quale cura potrebbero rappresentare le cinque stelle? Magari, e me lo auguro, riusciranno a smuovere un po' il fango in superficie, ma temo finiranno pure loro risucchiati dalle sabbie mobili.

Nessun commento:

Posta un commento